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Medicinali

sicurezza

Medicinali (e altro) nello zaino
(sintesi da pubblicazioni di O.T.C. del C.A.I. e di operatori del soccorso alpino)

Il pronto soccorso

Nello zaino di un'alpinista previdente non dovrebbe mai mancare un piccolo kit di medicinali di primo impiego per far fronte a diverse possibili emergenze che si possono verificare durante un'uscita in montagna. In particolare si possono consigliare:

5 piccole siringhe di plastica da 5 cc. (già pronte all'uso).
Confezione di Solu-Medrol da 500 o 1000 mg. fiale di Nisidina.
Fiale di Lasix.
Piccolo laccio emostatico in gomma.
Batuffolo di cotone compresso.
Piccola confezione di garze sterili da 10 x 10 cm. benda da 10 cm.
Benda elastica. piccolo rotolo di cerotto.
Piccolo pezzo di calza maglia elasticizzata per contenere eventuali medicazioni al capo. piccola forbice ago (per togliere spine) cerotti medicati di varie misure, spille di sicurezza e fazzolettini disinfettanti.

Altro materiale x gite impegnative su neve o roccia

Oltre ai materiali di pronto soccorso, è opportuno anche prevedere sempre del materiale di soccorso qualora si verificasse la necessità di dover passare una notte all'aperto (magari su nevaio) pur non avendo previsto questa eventualità nel programma dell'uscita. In questo caso si consigliano:

2 teli alluminati (sono molto leggeri ma anche delicati, quindi meglio averne di scorta).
Kit di abbigliamento intimo di ricambio (calze, mutande, maglietta della pelle).
Piccolo pezzo di telo isolante (per potersi sedere rimanendo all'asciutto).
Piccolo tegame in alluminio con tavoletta di meta, relativo mini fornello (tipo militare), bustina di the e fiammiferi.

Quando ci si avventura su neve, sarebbe anche molto utile avere al seguito almeno una pala (di quelle smontabili da sci-alpinismo) molto utile nella realizzazione di buche nella neve al riparo dalle intemperie.

Per lo sci-alpinismo

Per lo sci-alpinismo, disciplina tanto spettacolare quanto pericolosa (se fatta senza cognizione di causa) valgono tutte le regole sopra descritte. Inoltre, siccome non si è soliti procedere in cordata durante la fase di rientro dalle mete raggiunte, l'eventualità di una caduta in un crepaccio si fa molto più rischiosa. A questo scopo è consigliabile aggiungere all'equipaggiamento standard anche:

N°1 chiodo da ghiaccio (per limitare dopo la caduta, e trovandosi ovviamente in stato di coscienza, l'ulteriore scivolamento verso il fondo di crepacci) con longe e n° 2 moschettoni (uno al chiodo, uno all'imbrago).
Fettuccia indossata come imbrago di emergenza (qualora non si fosse dotati di un imbrago normale) per facilitare le operazioni di recupero da crepaccio e/o assicurasi al chiodo anti-scivolo appena descritto.


In ogni caso la prudenza ed una corretta valutazione delle difficoltà che si andranno ad incontrare sono regole sempre valide ... e non scordarsi mai che in montagna, 1 kg. in più o in meno di materiale al seguito, a volte può significare la differenza tra la vita e ...


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